La riflessione sulla rilevanza “amministrativa” dello stalking e sulle implicazioni che tale rilevanza ha in punto di giurisdizione, nasce dal legame che la legge n. 38 del 2009 ha creato tra il giudice penale e quello amministrativo nell’ambito delle competenze giurisdizionali tradizionalmente riservate al primo. Più precisamente, le considerazioni svolte sono occasionate dai dubbi che residuano in ordine all’esatto inquadramento del g.a. nel disegno legislativo complessivo ed al ruolo allo stesso affidato in conseguenza della previsione dell’istituto amministrativo dell’ammonimento, anche alla luce del suo legame con la configurazione della fattispecie penalisticamente rilevante, sia pure successiva e meramente eventuale. La trattazione affronta i numerosi temi sottesi all’argomento; in particolare: l’“intreccio” di competenze giurisdizionali, la lesività dell’ammonimento e l’interesse a ricorrere del soggetto ammonito, i rapporti tra i provvedimenti aventi finalità cautelare e l’obbligo di comunicazione di avvio del relativo procedimento e, non da ultimo, l’istruzione probatoria dinanzi al g.a., anche in considerazione della più recente apertura della giurisprudenza amministrativa all’interrogatorio libero.

SINISI M (2012). La rilevanza “amministrativa” della condotta di stalking: il potere di ammonimento del questore. Brevi riflessioni in punto di giurisdizione, di istruzione probatoria e di provvedimenti aventi carattere cautelare. DIRITTO E PROCESSO AMMINISTRATIVO(4), 1417-1460.

La rilevanza “amministrativa” della condotta di stalking: il potere di ammonimento del questore. Brevi riflessioni in punto di giurisdizione, di istruzione probatoria e di provvedimenti aventi carattere cautelare

SINISI, MARTINA
2012

Abstract

La riflessione sulla rilevanza “amministrativa” dello stalking e sulle implicazioni che tale rilevanza ha in punto di giurisdizione, nasce dal legame che la legge n. 38 del 2009 ha creato tra il giudice penale e quello amministrativo nell’ambito delle competenze giurisdizionali tradizionalmente riservate al primo. Più precisamente, le considerazioni svolte sono occasionate dai dubbi che residuano in ordine all’esatto inquadramento del g.a. nel disegno legislativo complessivo ed al ruolo allo stesso affidato in conseguenza della previsione dell’istituto amministrativo dell’ammonimento, anche alla luce del suo legame con la configurazione della fattispecie penalisticamente rilevante, sia pure successiva e meramente eventuale. La trattazione affronta i numerosi temi sottesi all’argomento; in particolare: l’“intreccio” di competenze giurisdizionali, la lesività dell’ammonimento e l’interesse a ricorrere del soggetto ammonito, i rapporti tra i provvedimenti aventi finalità cautelare e l’obbligo di comunicazione di avvio del relativo procedimento e, non da ultimo, l’istruzione probatoria dinanzi al g.a., anche in considerazione della più recente apertura della giurisprudenza amministrativa all’interrogatorio libero.
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