This paper addressed the functional and technological retrofitting of the existing architectural heritage, above all early 20th century buildings, and is the result of the authors’ personal research. The functional retrofitting of modern architecture is an issue that is attracting more and more keen interest, with powerful environmental impacts from the reduced consumption of surface compared to new builds, as well as economical impacts as a result of location-induced income. Functional and technological retrofitting is, or at least should be, an important strategy to safely manage and maintain a building, which, once revamped, is enhanced by the addition of functions and solutions that fulfil the specific requirements of the social and cultural milieu it is located in. Therefore, finding such new functions as well as the technological solutions needed to perform them is not the ultimate purpose of a work, it is the first step to keep it used. Of course, such works have critical-operational implications on the relations between the different dimensions of an existing building, from the way it fits in with the surroundings to its constructive details. Because of all such cultural, social and economic-productive restrictions, it is clear there can be no single approach to investigating and designing a retrofitting project. This paper will try to find the most frequent obstacles a designer has to face when working on an existing building to extend its service life, maybe by changing its use. The current lack of a proper cognitive and design approach to working on existing buildings, often marred by disrespect for their typological set-up or evolutionary process, must be overcome: all this is essential, instead, to choosing the right design, because any project, even the smartest one, may impair the atmosphere and constructive homeostasis of a building. To achieve this purpose, the recent project in which the former Post Office building in Sabaudia, designed by Angiolo Mazzoni in 1932 and completed in 1934, was converted into a Centre for documentation, study and preservation of memory, will be described therein.

Il tema del contributo è l’adeguamento funzionale e tecnologico del patrimonio architettonico esistente e, in particolare, di quello dell’inizio del Novecento ed è il risultato di esperienze personali di ricerca svolte dagli autori. La rifunzionalizzazione dell’architettura moderna costituisce un tema di crescente e vivo interesse con forti ricadute ambientali, dovute al ridotto consumo di superficie rispetto alla nuova edificazione, ed economiche, per la rendita di posizione. Un adeguamento funzionale e tecnologico rappresenta, o almeno dovrebbe rappresentare, un importante strategia per garantire la gestione e la manutenzione dell’edificio che, riportato a nuova vita, viene valorizzato con l’inserimento di funzioni e soluzioni in grado di soddisfare le peculiari esigenze del contesto sociale e culturale in cui è localizzato. L’individuazione della nuova funzione oltre che delle soluzioni tecnologiche necessarie a consentire il suo svolgimento, rappresenta quindi non il fine ultimo dell’intervento ma il primo passo per continuare a consentirne la fruizione. Ovviamente tali interventi presentano delle implicazioni di carattere critico-operativo che coinvolgono i rapporti tra le varie scale del costruito, dall’inserimento urbano al dettaglio costruttivo. Visto l’insieme dei vincoli di carattere culturale, sociale ed economico-produttivo, è evidente come non esista un unico approccio all’analisi e alla progettazione di un intervento di adeguamento. Il contributo individuerà i più frequenti ostacoli che un progettista deve affrontare quando interviene su un edificio esistente con l’obiettivo di prolungarne la vita utile magari modificandone la destinazione d’uso. È necessario superare l’attuale carenza di un adeguato approccio conoscitivo e progettuale negli interventi sul costruito, perlopiù contrassegnata da una sostanziale indifferenza nei confronti degli assetti tipologici e del processo evolutivo: tutto ciò invece è fondamentale per ogni scelta progettuale perché ogni intervento, anche quello più accorto, può compromettere l’atmosfera e l’omeostasi costruttiva di un fabbricato. A tale scopo, a titolo esemplificativo, verrà presentato il progetto di adeguamento funzionale e tecnologico che ha trasformato l’ex Palazzo delle Poste e Telegrafi a Sabaudia, progettato da Angiolo Mazzoni nel 1932 e completato nel 1934, in un Centro di documentazione, studio e conservazione della memoria.

Baratta, A.F.L., & Montuori, L. (2014). FUNCTIONAL AND TECHNOLOGICAL RETROFITTING OF MODERN BUILDINGS. THE FORMER POST OFFICE BUILDING IN SABAUDIA. In XII Congresso Internacional de reabilitação do patrimônio arquitetônico e edificado. Dimensão cotidiana do patrimônio e desafios para a sua preservação. (pp.538-545). Bauru : FAAC-Faculdade de Arquitetura, Artes e Comunicações-UNESP.

FUNCTIONAL AND TECHNOLOGICAL RETROFITTING OF MODERN BUILDINGS. THE FORMER POST OFFICE BUILDING IN SABAUDIA

BARATTA, ADOLFO FRANCESCO LUCIO;MONTUORI, LUCA
2014

Abstract

Il tema del contributo è l’adeguamento funzionale e tecnologico del patrimonio architettonico esistente e, in particolare, di quello dell’inizio del Novecento ed è il risultato di esperienze personali di ricerca svolte dagli autori. La rifunzionalizzazione dell’architettura moderna costituisce un tema di crescente e vivo interesse con forti ricadute ambientali, dovute al ridotto consumo di superficie rispetto alla nuova edificazione, ed economiche, per la rendita di posizione. Un adeguamento funzionale e tecnologico rappresenta, o almeno dovrebbe rappresentare, un importante strategia per garantire la gestione e la manutenzione dell’edificio che, riportato a nuova vita, viene valorizzato con l’inserimento di funzioni e soluzioni in grado di soddisfare le peculiari esigenze del contesto sociale e culturale in cui è localizzato. L’individuazione della nuova funzione oltre che delle soluzioni tecnologiche necessarie a consentire il suo svolgimento, rappresenta quindi non il fine ultimo dell’intervento ma il primo passo per continuare a consentirne la fruizione. Ovviamente tali interventi presentano delle implicazioni di carattere critico-operativo che coinvolgono i rapporti tra le varie scale del costruito, dall’inserimento urbano al dettaglio costruttivo. Visto l’insieme dei vincoli di carattere culturale, sociale ed economico-produttivo, è evidente come non esista un unico approccio all’analisi e alla progettazione di un intervento di adeguamento. Il contributo individuerà i più frequenti ostacoli che un progettista deve affrontare quando interviene su un edificio esistente con l’obiettivo di prolungarne la vita utile magari modificandone la destinazione d’uso. È necessario superare l’attuale carenza di un adeguato approccio conoscitivo e progettuale negli interventi sul costruito, perlopiù contrassegnata da una sostanziale indifferenza nei confronti degli assetti tipologici e del processo evolutivo: tutto ciò invece è fondamentale per ogni scelta progettuale perché ogni intervento, anche quello più accorto, può compromettere l’atmosfera e l’omeostasi costruttiva di un fabbricato. A tale scopo, a titolo esemplificativo, verrà presentato il progetto di adeguamento funzionale e tecnologico che ha trasformato l’ex Palazzo delle Poste e Telegrafi a Sabaudia, progettato da Angiolo Mazzoni nel 1932 e completato nel 1934, in un Centro di documentazione, studio e conservazione della memoria.
978-85-99679-62-3
This paper addressed the functional and technological retrofitting of the existing architectural heritage, above all early 20th century buildings, and is the result of the authors’ personal research. The functional retrofitting of modern architecture is an issue that is attracting more and more keen interest, with powerful environmental impacts from the reduced consumption of surface compared to new builds, as well as economical impacts as a result of location-induced income. Functional and technological retrofitting is, or at least should be, an important strategy to safely manage and maintain a building, which, once revamped, is enhanced by the addition of functions and solutions that fulfil the specific requirements of the social and cultural milieu it is located in. Therefore, finding such new functions as well as the technological solutions needed to perform them is not the ultimate purpose of a work, it is the first step to keep it used. Of course, such works have critical-operational implications on the relations between the different dimensions of an existing building, from the way it fits in with the surroundings to its constructive details. Because of all such cultural, social and economic-productive restrictions, it is clear there can be no single approach to investigating and designing a retrofitting project. This paper will try to find the most frequent obstacles a designer has to face when working on an existing building to extend its service life, maybe by changing its use. The current lack of a proper cognitive and design approach to working on existing buildings, often marred by disrespect for their typological set-up or evolutionary process, must be overcome: all this is essential, instead, to choosing the right design, because any project, even the smartest one, may impair the atmosphere and constructive homeostasis of a building. To achieve this purpose, the recent project in which the former Post Office building in Sabaudia, designed by Angiolo Mazzoni in 1932 and completed in 1934, was converted into a Centre for documentation, study and preservation of memory, will be described therein.
Baratta, A.F.L., & Montuori, L. (2014). FUNCTIONAL AND TECHNOLOGICAL RETROFITTING OF MODERN BUILDINGS. THE FORMER POST OFFICE BUILDING IN SABAUDIA. In XII Congresso Internacional de reabilitação do patrimônio arquitetônico e edificado. Dimensão cotidiana do patrimônio e desafios para a sua preservação. (pp.538-545). Bauru : FAAC-Faculdade de Arquitetura, Artes e Comunicações-UNESP.
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