Nel contesto universitario la ricerca teorico-pratica con gli insegnanti ha sperimentato un percorso di produzione di conoscenza definito come M.I.T.E., ovvero Multiple Interaction Team Education. Si tratta della composizione del modello soggettivo con il modello culturale ed è tale da riassumere il significato dell’interazionismo simbolico attuato nell’attività formativa intenzionalmente orientata verso la elaborazione di nuove conoscenze. La proposta soddisfa le tre dimensioni della pedagogia definite nella centralità della persona nei processi formativi; nella valorizzazione della cultura di appartenenza e in costruzione; nella estensione sociale dei fenomeni intersoggettivi. Le condizioni per attuare il M.I.T.E. sono: la volontà di entrare a far parte del processo; la presenza di un piccolo gruppo che acquisisce un tema teorico di confronto; il dialogo e la conversazione all’interno del gruppo; la produzione di immagini che rappresentano i concetti; la condivisione di un nuovo traguardo conoscitivo; la divulgazione della produzione comune. Ogni persona del gruppo esce dal processo avendo esercitato una pratica democratica, essendosi servita di materiale vario, avendo prodotto qualcosa di visibile a tutti (l’immagine), avendo raggiunto l’accordo su senso e significato di quanto esaminato; avendo idee per ripetere il processo nell’ambiente scolastico. Questa pratica della interazione del piccolo gruppo di persone competenti in un settore di studio come quello dell’insegnamento a scuola, avvalendosi di mezzi anche tecnologici, ha come effetto l’educazione: alla comunicazione delle proprie riflessioni; all’ascolto dell’altro; alla comprensione del senso dato ai pensieri; alla condivisione di idee nelle quali vanno trovati punti d’incontro per poter costruire una nuova, concordata conoscenza scientifica. Il M.I.T.E. si rivela un procedimento in grado di aiutare le persone ad operare insieme nell’università con il fine di generare riflessioni scientificamente significative. La priorità diviene la progressione nella conoscenza possibile solo in condizioni di alto valore qualitativo delle relazioni umane. In tale contesto, si supera l’idea dello scienziato isolato nella torre d’avorio del suo sapere, e si accoglie la dimensione socio-culturale della relazione umana intesa come interazione multipla del gruppo di lavoro che si educa

SANDRA CHISTOLINI (2010). Interazione umana e nuova conoscenza. In La qualità delle relazioni umane nell’università, IRES Istituto di Studi e Ricerche Economiche e Sociali (pp.56-70). MILANO : FrancoAngeli.

Interazione umana e nuova conoscenza

CHISTOLINI, Sandra
2010

Abstract

Nel contesto universitario la ricerca teorico-pratica con gli insegnanti ha sperimentato un percorso di produzione di conoscenza definito come M.I.T.E., ovvero Multiple Interaction Team Education. Si tratta della composizione del modello soggettivo con il modello culturale ed è tale da riassumere il significato dell’interazionismo simbolico attuato nell’attività formativa intenzionalmente orientata verso la elaborazione di nuove conoscenze. La proposta soddisfa le tre dimensioni della pedagogia definite nella centralità della persona nei processi formativi; nella valorizzazione della cultura di appartenenza e in costruzione; nella estensione sociale dei fenomeni intersoggettivi. Le condizioni per attuare il M.I.T.E. sono: la volontà di entrare a far parte del processo; la presenza di un piccolo gruppo che acquisisce un tema teorico di confronto; il dialogo e la conversazione all’interno del gruppo; la produzione di immagini che rappresentano i concetti; la condivisione di un nuovo traguardo conoscitivo; la divulgazione della produzione comune. Ogni persona del gruppo esce dal processo avendo esercitato una pratica democratica, essendosi servita di materiale vario, avendo prodotto qualcosa di visibile a tutti (l’immagine), avendo raggiunto l’accordo su senso e significato di quanto esaminato; avendo idee per ripetere il processo nell’ambiente scolastico. Questa pratica della interazione del piccolo gruppo di persone competenti in un settore di studio come quello dell’insegnamento a scuola, avvalendosi di mezzi anche tecnologici, ha come effetto l’educazione: alla comunicazione delle proprie riflessioni; all’ascolto dell’altro; alla comprensione del senso dato ai pensieri; alla condivisione di idee nelle quali vanno trovati punti d’incontro per poter costruire una nuova, concordata conoscenza scientifica. Il M.I.T.E. si rivela un procedimento in grado di aiutare le persone ad operare insieme nell’università con il fine di generare riflessioni scientificamente significative. La priorità diviene la progressione nella conoscenza possibile solo in condizioni di alto valore qualitativo delle relazioni umane. In tale contesto, si supera l’idea dello scienziato isolato nella torre d’avorio del suo sapere, e si accoglie la dimensione socio-culturale della relazione umana intesa come interazione multipla del gruppo di lavoro che si educa
978-88-568-2508-4
SANDRA CHISTOLINI (2010). Interazione umana e nuova conoscenza. In La qualità delle relazioni umane nell’università, IRES Istituto di Studi e Ricerche Economiche e Sociali (pp.56-70). MILANO : FrancoAngeli.
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