Il saggio affronta il tema delle ‘singolarità’ delle forme di convivenza, d’uso econfigurazione degli spazi in un caso apparentemente estremo di controllo criminale del territorio, esercitato in vaste zone, non solo dei quartieri di periferie ma anche centrali della città di Napoli. Nel tentativo di catturare e comprendere tali singolarità De Leo prova a utilizzare la formula “dell’eccezione” riproposta da Agamben. Guardando Napoli, ma tenendo in mente le caratteristiche proprie di molte città mediterranee, si incontrano spesso intrecci di caratteri popolari, problemi atavici (disoccupazione, bassi livelli di scolarizzazione, reddito...) e attività criminali. Alcuni luoghi circoscritti, concentrano popolazioni e attività illegali o illegittimi, che producono un “singolare ordinamento spaziale e un caratteristico sistema di convivenza”. Di fronte ad aree di diffusa marginalità, l’eccezione reintroduce la problematica delle sacche urbane e il ruolo chesvolgono nel quadro delle trasformazioni. In questa direzione il saggio fornisce un’introduzione più realistica alla città, come giustapposizione di regole e eccezioni e dei luoghi corrispondenti, degli spazi cioè dove si applicano o si sospendono le norme, e dove si realizzano diversi statuti funzionali, comportamenti e convenzioni.Lo spazio urbano dell’eccezione non è quindi opposto a quello della norma, ma distinto da una soglia, la cui percezione fa parte delle capacità di abitare iscritte nelle pratiche.

DE LEO DANIELA (2008). Luoghi e spazi dell'eccezione. In Tracce di quartieri (pp.30-48). Milano : FrancoAngeli.

Luoghi e spazi dell'eccezione

DE LEO, DANIELA
2008

Abstract

Il saggio affronta il tema delle ‘singolarità’ delle forme di convivenza, d’uso econfigurazione degli spazi in un caso apparentemente estremo di controllo criminale del territorio, esercitato in vaste zone, non solo dei quartieri di periferie ma anche centrali della città di Napoli. Nel tentativo di catturare e comprendere tali singolarità De Leo prova a utilizzare la formula “dell’eccezione” riproposta da Agamben. Guardando Napoli, ma tenendo in mente le caratteristiche proprie di molte città mediterranee, si incontrano spesso intrecci di caratteri popolari, problemi atavici (disoccupazione, bassi livelli di scolarizzazione, reddito...) e attività criminali. Alcuni luoghi circoscritti, concentrano popolazioni e attività illegali o illegittimi, che producono un “singolare ordinamento spaziale e un caratteristico sistema di convivenza”. Di fronte ad aree di diffusa marginalità, l’eccezione reintroduce la problematica delle sacche urbane e il ruolo chesvolgono nel quadro delle trasformazioni. In questa direzione il saggio fornisce un’introduzione più realistica alla città, come giustapposizione di regole e eccezioni e dei luoghi corrispondenti, degli spazi cioè dove si applicano o si sospendono le norme, e dove si realizzano diversi statuti funzionali, comportamenti e convenzioni.Lo spazio urbano dell’eccezione non è quindi opposto a quello della norma, ma distinto da una soglia, la cui percezione fa parte delle capacità di abitare iscritte nelle pratiche.
9788856802856
DE LEO DANIELA (2008). Luoghi e spazi dell'eccezione. In Tracce di quartieri (pp.30-48). Milano : FrancoAngeli.
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