La società contemporanea non è più ambiente sociale antropocentrico, ma deve essere sempre più concepita come spazio in cui gli algoritmi intelligenti, presenti in ogni dispositivo digitale, stanno acquisendo, sempre più, uno status di soggetto e meno di oggetto. La creatura sta cercando di acquisire una parvenza di indipendenza dal creatore grazie al machine learning, ai big data, al machine to machine e alle molteplici modalità attraverso le quali l’essere umano non è posto più al centro del mondo? L’intelligenza artificiale rappresenta l’ennesima rivoluzione che scardina il domino dell’essere umano da settori di enorme rilevanza come l’informazione, la diffusione del sapere, la costruzione identitaria del soggetto sociale? Le pratiche esistenziali mutano ad ogni istante, ad ogni accesso a questi agenti intelligenti che, oltre a sostenere le richieste dell’utente, ne divengono anticipatrici e preveggenti, dimostrando come sia imprescindibile, oggi, analizzare sociologicamente la società e la realtà attraverso l’immagine che ne dona la macchina. Il loro contributo deve essere percepito come una collaborazione che possa permettere all’umanità di progredire e di conoscere nuove prospettive e orizzonti. Secondo questa prospettiva, l’ausilio degli STS diviene fondamentale per la disamina di un’ontologia delle macchine in cui si disvela un attore non umano che contribuisce alla costruzione socio-tecnologica della società e dei mutamenti culturali che queste agiscono e retroagiscono sulla persona. L’intento del contributo, di natura principalmente teorica, sarà di dialogare in merito alla centralità dell’intelligenza artificiale quale attrice protagonista delle molteplici manifestazioni delle culture e delle pratiche digitali, avendo lo scopo di rinnovare il dibattito sulla riflessione sulla complessità contemporanea partendo dalla manifestazione delle potenzialità dell’algoritmo, passando per il suo rapporto con l’essere e, infine, stabilire un approccio metodologico simile alla narrazione di delle storie di vita che non apparterrebbero più solo all’umano, ma si avvicinerebbe sempre più all’agente intelligente artificiale che le assorbe, elabora e rende proprie.

Grassi, E. (2020). Narrative and life stories: from the machine to the person. In Research Methods in the Digital Society Challenges and Opportunities (pp.48-49). Salerno.

Narrative and life stories: from the machine to the person

Edmondo Grassi
2020

Abstract

La società contemporanea non è più ambiente sociale antropocentrico, ma deve essere sempre più concepita come spazio in cui gli algoritmi intelligenti, presenti in ogni dispositivo digitale, stanno acquisendo, sempre più, uno status di soggetto e meno di oggetto. La creatura sta cercando di acquisire una parvenza di indipendenza dal creatore grazie al machine learning, ai big data, al machine to machine e alle molteplici modalità attraverso le quali l’essere umano non è posto più al centro del mondo? L’intelligenza artificiale rappresenta l’ennesima rivoluzione che scardina il domino dell’essere umano da settori di enorme rilevanza come l’informazione, la diffusione del sapere, la costruzione identitaria del soggetto sociale? Le pratiche esistenziali mutano ad ogni istante, ad ogni accesso a questi agenti intelligenti che, oltre a sostenere le richieste dell’utente, ne divengono anticipatrici e preveggenti, dimostrando come sia imprescindibile, oggi, analizzare sociologicamente la società e la realtà attraverso l’immagine che ne dona la macchina. Il loro contributo deve essere percepito come una collaborazione che possa permettere all’umanità di progredire e di conoscere nuove prospettive e orizzonti. Secondo questa prospettiva, l’ausilio degli STS diviene fondamentale per la disamina di un’ontologia delle macchine in cui si disvela un attore non umano che contribuisce alla costruzione socio-tecnologica della società e dei mutamenti culturali che queste agiscono e retroagiscono sulla persona. L’intento del contributo, di natura principalmente teorica, sarà di dialogare in merito alla centralità dell’intelligenza artificiale quale attrice protagonista delle molteplici manifestazioni delle culture e delle pratiche digitali, avendo lo scopo di rinnovare il dibattito sulla riflessione sulla complessità contemporanea partendo dalla manifestazione delle potenzialità dell’algoritmo, passando per il suo rapporto con l’essere e, infine, stabilire un approccio metodologico simile alla narrazione di delle storie di vita che non apparterrebbero più solo all’umano, ma si avvicinerebbe sempre più all’agente intelligente artificiale che le assorbe, elabora e rende proprie.
979122007467-4
Grassi, E. (2020). Narrative and life stories: from the machine to the person. In Research Methods in the Digital Society Challenges and Opportunities (pp.48-49). Salerno.
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