The main theme of this essay is the role of print in Early Modern Italy and the large number of cheap editions published by non-professional printers and sold by charlatans, street performers and casual printers. In particular, the work focuses on a rare pamphlet printed in 1539, Scipio Claudio’s «Opera singularissima del Cortegiano», and its following edition, «Ragionamento fatto in Roma da i principali cortigiani di Corte», published in 1545 by a doctor and mountebank Jacopo Coppa Modenese. The booklet, of which an edition and analysis are offered here, documents the vitality of Roman court and the reception of «Il Libro del Cortegiano» by providing a compendium of Castiglione’s book – from which it stands apart thanks to a series of moralizing aphorisms and above all to a few unexpected reading suggestions strictly connected to Pietro Aretino’s activity.

Il saggio si inserisce all’interno degli studi che indagano il fitto sottobosco editoriale dell’Italia del Cinquecento dominato da ciarlatani, cantimbanchi e tipografi d’eccezione. Oggetto di studio sono una rara plaquette stampata per la prima volta nel 1539, l’«Opera singularissima del Cortegiano» di Scipio Claudio, e la successiva ricomposizione dell’operetta, pubblicata nel 1545 sotto il titolo di «Ragionamento fatto in Roma da i principali cortigiani di Corte» dal medico e cerretano Iacopo Coppa Modenese. L’opuscolo, del quale si offrono edizione e commento, documenta da un lato la vitalità della corte di Roma, eletta nel rimaneggiamento di Coppa a sede del ragionamento, dall’altro la fortuna del «Libro del Cortegiano» – e, nello specifico, di una lettura aforistica dell’opera castiglionesca in forma di compendio edificante –, dal quale però si distacca per la presenza di una serie di massime moraleggianti e soprattutto per l’inserimento di sorprendenti consigli di lettura che riconducono il testo nell’orbita aretiniana.

Fois, R. (2017). L’«Opera singularissima del Cortegiano»: un fortunato compendio tra Urbino e Roma. RR. ROMA NEL RINASCIMENTO, 421-458.

L’«Opera singularissima del Cortegiano»: un fortunato compendio tra Urbino e Roma

FOIS ROBERTA
2017

Abstract

Il saggio si inserisce all’interno degli studi che indagano il fitto sottobosco editoriale dell’Italia del Cinquecento dominato da ciarlatani, cantimbanchi e tipografi d’eccezione. Oggetto di studio sono una rara plaquette stampata per la prima volta nel 1539, l’«Opera singularissima del Cortegiano» di Scipio Claudio, e la successiva ricomposizione dell’operetta, pubblicata nel 1545 sotto il titolo di «Ragionamento fatto in Roma da i principali cortigiani di Corte» dal medico e cerretano Iacopo Coppa Modenese. L’opuscolo, del quale si offrono edizione e commento, documenta da un lato la vitalità della corte di Roma, eletta nel rimaneggiamento di Coppa a sede del ragionamento, dall’altro la fortuna del «Libro del Cortegiano» – e, nello specifico, di una lettura aforistica dell’opera castiglionesca in forma di compendio edificante –, dal quale però si distacca per la presenza di una serie di massime moraleggianti e soprattutto per l’inserimento di sorprendenti consigli di lettura che riconducono il testo nell’orbita aretiniana.
The main theme of this essay is the role of print in Early Modern Italy and the large number of cheap editions published by non-professional printers and sold by charlatans, street performers and casual printers. In particular, the work focuses on a rare pamphlet printed in 1539, Scipio Claudio’s «Opera singularissima del Cortegiano», and its following edition, «Ragionamento fatto in Roma da i principali cortigiani di Corte», published in 1545 by a doctor and mountebank Jacopo Coppa Modenese. The booklet, of which an edition and analysis are offered here, documents the vitality of Roman court and the reception of «Il Libro del Cortegiano» by providing a compendium of Castiglione’s book – from which it stands apart thanks to a series of moralizing aphorisms and above all to a few unexpected reading suggestions strictly connected to Pietro Aretino’s activity.
Fois, R. (2017). L’«Opera singularissima del Cortegiano»: un fortunato compendio tra Urbino e Roma. RR. ROMA NEL RINASCIMENTO, 421-458.
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