Nel suo articolo l’autore si sofferma su una delle più significative esperienze di pedagogia popolare realizzate in Italia nel secondo Dopoguerra, la Scuola 725 di Roma, fondata da don Roberto Sardelli. La Scuola 725, situata tra le baracche dell’Acquedotto Felice abitate da famiglie di migranti provenienti dall’Abruzzo e dal Sud Italia, rappresenta ancora oggi un esempio concreto di risposta all’emarginazione. Fin da subito, infatti, la proposta pedagogica e didattica di don Roberto Sardelli apparve molto critica nei confronti delle attività della scuola pubblica che, nonostante tutte le spinte innovative e democratiche che la pervadevano, alla fine degli anni Sessanta continuava a discriminare e a riprodurre differenze socio-economiche e culturali. L’autore, inoltre, mostra come l’esperienza di Sardelli richiama da vicino la prassi di altri educatori contemporanei, come ad esempio don Lorenzo Milani e Paulo Freire. • In his article, the author focuses on Scuola 725 in Rome, one of the most significant experiences of popular pedagogy carried out in Italy after World War II and founded by Father Roberto Sardelli. Scuola 725 was located among the shacks of Acquedotto Felice which were inhabited by families of migrants from Abruzzo and Southern Italy; today the School still is considered to be a concrete response to marginalization. Since the very beginning, Father Roberto Sardelli’s pedagogical and didactic proposal was very critical of the activities of the Italian public school system of the late 1960s which, despite all the innovative and democratic impulses that pervaded it, continued to discriminate and reproduce socio-economic and cultural differences. The author also shows how Sardelli’s experience closely resembles the practices of other contemporary educators, such as Father Lorenzo Milani and Paulo Freire.

Fiorucci, M. (2021). La scuola popolare di don Roberto Sardelli. L'OSPITE INGRATO, 9 gennaio-giugno 2021, 217-227.

La scuola popolare di don Roberto Sardelli

Massimiliano Fiorucci
2021-01-01

Abstract

Nel suo articolo l’autore si sofferma su una delle più significative esperienze di pedagogia popolare realizzate in Italia nel secondo Dopoguerra, la Scuola 725 di Roma, fondata da don Roberto Sardelli. La Scuola 725, situata tra le baracche dell’Acquedotto Felice abitate da famiglie di migranti provenienti dall’Abruzzo e dal Sud Italia, rappresenta ancora oggi un esempio concreto di risposta all’emarginazione. Fin da subito, infatti, la proposta pedagogica e didattica di don Roberto Sardelli apparve molto critica nei confronti delle attività della scuola pubblica che, nonostante tutte le spinte innovative e democratiche che la pervadevano, alla fine degli anni Sessanta continuava a discriminare e a riprodurre differenze socio-economiche e culturali. L’autore, inoltre, mostra come l’esperienza di Sardelli richiama da vicino la prassi di altri educatori contemporanei, come ad esempio don Lorenzo Milani e Paulo Freire. • In his article, the author focuses on Scuola 725 in Rome, one of the most significant experiences of popular pedagogy carried out in Italy after World War II and founded by Father Roberto Sardelli. Scuola 725 was located among the shacks of Acquedotto Felice which were inhabited by families of migrants from Abruzzo and Southern Italy; today the School still is considered to be a concrete response to marginalization. Since the very beginning, Father Roberto Sardelli’s pedagogical and didactic proposal was very critical of the activities of the Italian public school system of the late 1960s which, despite all the innovative and democratic impulses that pervaded it, continued to discriminate and reproduce socio-economic and cultural differences. The author also shows how Sardelli’s experience closely resembles the practices of other contemporary educators, such as Father Lorenzo Milani and Paulo Freire.
Fiorucci, M. (2021). La scuola popolare di don Roberto Sardelli. L'OSPITE INGRATO, 9 gennaio-giugno 2021, 217-227.
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