Il contributo riflette sulle possibilità del progetto di architettura di poter accogliere le rinnovate esigenze della tutela del patrimonio culturale, e più specificatamente, dei paesaggi culturali, la cui sopravvivenza passa necessariamente per una comprensione e condivisione dei valori storici, economici, sociali, religiosi che hanno plasmato, nei secoli passati, le forme, talvolta spettacolari, del presente. Il valore culturale dei paesaggi assumeuna duplice forma. Da una parte esso è la testimonianza visibile a tutti degli usi del passato, il modello fisico di una pluralità di conoscenze antiche che l’uomo ha messo in atto per poter rendere fertile ed ospitale la propria terra, dall’altra l’unicità del paesaggio sta proprio in un sistema personalissimo di relazioni che si instaurano tra il luogo e l’uomo, relazioni difficilmente comprensibili a chi in quel territorio non è nato o cresciuto, un “patrimonio immateriale” infinito di relazioni intime, conoscenze, usanze, caratteri. In una rinnovata visione della tutela del patrimonio culturale, il progetto acquisisce un ruolo molto importante, per la sua intrinseca capacità di poter leggere e poi raccontare le relazioni, utilizzando una conoscenza approfondita e una lettura diacronica che dia il senso delle infinite sovrapposizioni delle tracce umane e naturali che hanno definito le sembianze del paesaggio così come oggi appare e così come è percepito dalla popolazione locale. Nel racconto dei paesaggi culturali le vicende dei siti incrociano inevitabilmente la storia, le emozioni, lo sguardo di chi, negli anni, li ha vissuti e il progetto può far in modo che questo racconto avvenga proprio dove essi – i paesaggi - rischiano di essere cancellati, là dove sono scomparsi o sono stati abbandonati.

DE PASQUALE, G. (2019). Paesaggio, tempo e “segno cosciente”: il progetto di architettura per il turismo culturale.. In Il progetto di architettura come intersezione di saperi. Per una nozione rinnovata di Patrimonio (pp.449-455).

Paesaggio, tempo e “segno cosciente”: il progetto di architettura per il turismo culturale.

GIORGIA DE PASQUALE
2019-01-01

Abstract

Il contributo riflette sulle possibilità del progetto di architettura di poter accogliere le rinnovate esigenze della tutela del patrimonio culturale, e più specificatamente, dei paesaggi culturali, la cui sopravvivenza passa necessariamente per una comprensione e condivisione dei valori storici, economici, sociali, religiosi che hanno plasmato, nei secoli passati, le forme, talvolta spettacolari, del presente. Il valore culturale dei paesaggi assumeuna duplice forma. Da una parte esso è la testimonianza visibile a tutti degli usi del passato, il modello fisico di una pluralità di conoscenze antiche che l’uomo ha messo in atto per poter rendere fertile ed ospitale la propria terra, dall’altra l’unicità del paesaggio sta proprio in un sistema personalissimo di relazioni che si instaurano tra il luogo e l’uomo, relazioni difficilmente comprensibili a chi in quel territorio non è nato o cresciuto, un “patrimonio immateriale” infinito di relazioni intime, conoscenze, usanze, caratteri. In una rinnovata visione della tutela del patrimonio culturale, il progetto acquisisce un ruolo molto importante, per la sua intrinseca capacità di poter leggere e poi raccontare le relazioni, utilizzando una conoscenza approfondita e una lettura diacronica che dia il senso delle infinite sovrapposizioni delle tracce umane e naturali che hanno definito le sembianze del paesaggio così come oggi appare e così come è percepito dalla popolazione locale. Nel racconto dei paesaggi culturali le vicende dei siti incrociano inevitabilmente la storia, le emozioni, lo sguardo di chi, negli anni, li ha vissuti e il progetto può far in modo che questo racconto avvenga proprio dove essi – i paesaggi - rischiano di essere cancellati, là dove sono scomparsi o sono stati abbandonati.
2019
978-88-909054-9-0
DE PASQUALE, G. (2019). Paesaggio, tempo e “segno cosciente”: il progetto di architettura per il turismo culturale.. In Il progetto di architettura come intersezione di saperi. Per una nozione rinnovata di Patrimonio (pp.449-455).
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