Nel contesto di crescente esposizione a fattori di rischio come carenza di risorse, cambiamenti climatici e sociali, condizioni economiche difficili, la pressione demografica determina un disagio costante per masse di popolazione che non hanno accesso alla casa come migranti, persone a basso reddito o in attesa di casa popolare. In assenza di risposte rapide, e a fronte di un patrimonio edilizio obsoleto e poco incline all’adattamento a nuove categorie di utenza, l’esigenza abitativa sfocia in soluzioni informali e diviene emergenza. Concause che, ponendo le città in condizione di stress cronico e instabilità, suggeriscono l’adozione di strategie di resilienza e adattamento e la revisione del sistema esigenziale-prestazionale che tenga in conto una categoria di utenze rinnovata. Abbracciando la teoria della “Evolutionary Resilience”, che riconosce il passaggio tra stati di equilibrio volto al ripristino della funzionalità del sistema, questo paper, esito della ricerca dottorale e post-dottorale in corso, indaga il contributo dell’architettura alla strategia di resilienza proponendo indicazioni tecniche, metodologiche e procedurali per progetti resilienti. Analizzando 19 Casi Studio, e mutuando da essi buone pratiche di resilienza, il contributo propone una revisione metodologico-procedurale, espressa in uno strumento metaprogettuale fruibile, nel riuso e nell’ex-novo, come vademecum di resilienza, a supporto di attori coinvolti in procedure pianificatorie verso nuove forme di abitare che, seppur in deroga allo standard obsoleto, non neghino il diritto a luoghi di comfort e inclusione.

Montella, I. (2019). Buone pratiche di resilienza: modelli abitativi innovativi per la rigenerazione urbana. In Confini, movimenti, luoghi politiche e progetti per città e territori in transizione (pp.120-128). Roma-Milano : Planum Publisher.

Buone pratiche di resilienza: modelli abitativi innovativi per la rigenerazione urbana

ilaria montella
2019

Abstract

Nel contesto di crescente esposizione a fattori di rischio come carenza di risorse, cambiamenti climatici e sociali, condizioni economiche difficili, la pressione demografica determina un disagio costante per masse di popolazione che non hanno accesso alla casa come migranti, persone a basso reddito o in attesa di casa popolare. In assenza di risposte rapide, e a fronte di un patrimonio edilizio obsoleto e poco incline all’adattamento a nuove categorie di utenza, l’esigenza abitativa sfocia in soluzioni informali e diviene emergenza. Concause che, ponendo le città in condizione di stress cronico e instabilità, suggeriscono l’adozione di strategie di resilienza e adattamento e la revisione del sistema esigenziale-prestazionale che tenga in conto una categoria di utenze rinnovata. Abbracciando la teoria della “Evolutionary Resilience”, che riconosce il passaggio tra stati di equilibrio volto al ripristino della funzionalità del sistema, questo paper, esito della ricerca dottorale e post-dottorale in corso, indaga il contributo dell’architettura alla strategia di resilienza proponendo indicazioni tecniche, metodologiche e procedurali per progetti resilienti. Analizzando 19 Casi Studio, e mutuando da essi buone pratiche di resilienza, il contributo propone una revisione metodologico-procedurale, espressa in uno strumento metaprogettuale fruibile, nel riuso e nell’ex-novo, come vademecum di resilienza, a supporto di attori coinvolti in procedure pianificatorie verso nuove forme di abitare che, seppur in deroga allo standard obsoleto, non neghino il diritto a luoghi di comfort e inclusione.
9788899237172
Montella, I. (2019). Buone pratiche di resilienza: modelli abitativi innovativi per la rigenerazione urbana. In Confini, movimenti, luoghi politiche e progetti per città e territori in transizione (pp.120-128). Roma-Milano : Planum Publisher.
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