In 1953 Topografia Generale, the first volume of the series Scavi di Ostia, was published. The volume’s authors were some of the most illustrious scholars of Roman Archaeology in Italy. The book was edited by Guido Calza, who was supported by Giovanni Becatti, Italo Gismondi, Guglielmo De Angelis D’Ossat e Herbert Bloch. Because of their different backgrounds, training and conceptions of archeological practice, these scholars brought the different views of archeology prevailing in their time to bear on the same context, thus highlighting themes and nodes that are still important in the research on Ostia. Almost 70 years after the first publication of this work – which remains foundational for the archaeological knowledge of Ostia – it is useful to provide a reevaluation in light of the authors’ biographies and interests and of the historical, methodological and professional context in which they operated, including an assessment of the nature and durability of the work’s impact on the scientific community. Investigating as it were the “behind the scenes” of the book, we stepped deep into its making and into the authors’ thinking, exploring the relations that exist, or ought to exist, among its various components. This paper presents some preliminary considerations on three main points: first, the authors, who exemplify the best of the various souls of Italian Archaeology in the period between the two world conflicts and the immediate postwar, as they were key representatives of different generations gathered around the research on Ostia’s stratification; second, the book’s structure, partially established by Calza and then updated by Romanelli; and finally the working method of each author and the relations among the various contributions, analyzed through the lens of the Regio III case study.

Nel 1953 vede la luce il primo volume della serie Scavi di Ostia con il titolo Topografia generale. Gli autori del volume sono alcuni tra i personaggi più illustri dell’archeologia romana. Come si legge nel frontespizio, l’opera è a cura di Guido Calza, cui si affiancano i nomi di Giovanni Becatti, Italo Gismondi, Guglielmo De Angelis D’Ossat e Herbert Bloch: personaggi diversi per provenienza, formazione, interessi e pratica dell’archeologica, ma proprio per questo capaci di offrire le diverse visioni dell’archeologia di allora sul medesimo contesto, ponendo in evidenza temi e nodi ancora attuali nella tradizione di studi ostiense. A quasi settant’anni dall’uscita di Topografia, da considerare un vero e proprio pilastro per la conoscenza archeologica di Ostia, è di un certo interesse condurre un riesame dell’opera, alla luce delle biografie e degli interessi degli autori, del contesto storico, metodologico e professionale nel quale hanno operato per raggiungere i risultati presentati, senza trascurare la ricaduta scientifica dei contenuti sulla collettività e sulla durata dei suoi effetti. Indagando, in un certo senso, il “dietro le quinte” dell’opera, si è scesi nel dettaglio della composizione, dell’articolazione del pensiero dei vari autori e delle relazioni che intercorrono (o dovrebbero intercorrere) tra le varie parti. Nel presente contributo si intende proporre una riflessione, seppure ancora ad uno stadio preliminare, attorno a tre temi: gli autori, i quali sembrano rappresentare al meglio le tante anime dell’archeologia in Italia tra le due guerre e l’immediato dopoguerra, in quanto soggetti appartenenti a generazioni diverse riunite attorno all’indagine della stratificazione di Ostia; la struttura dell’opera, in parte impostata da Calza e poi aggiornata dal contributo di Romanelli; i metodi di lavoro adottati da ciascun autore e la relazione che intercorre tra i loro contributi, misurati in questa sede sul caso esemplificativo della Regio III.

DI COLA, V. (2021). Rileggendo “Topografia Generale”. In Forme dell’abitare a Roma. Echi dell’antico nell’architettura del primo Novecento (pp.58-59).

Rileggendo “Topografia Generale”

Valeria Di Cola
2021

Abstract

Nel 1953 vede la luce il primo volume della serie Scavi di Ostia con il titolo Topografia generale. Gli autori del volume sono alcuni tra i personaggi più illustri dell’archeologia romana. Come si legge nel frontespizio, l’opera è a cura di Guido Calza, cui si affiancano i nomi di Giovanni Becatti, Italo Gismondi, Guglielmo De Angelis D’Ossat e Herbert Bloch: personaggi diversi per provenienza, formazione, interessi e pratica dell’archeologica, ma proprio per questo capaci di offrire le diverse visioni dell’archeologia di allora sul medesimo contesto, ponendo in evidenza temi e nodi ancora attuali nella tradizione di studi ostiense. A quasi settant’anni dall’uscita di Topografia, da considerare un vero e proprio pilastro per la conoscenza archeologica di Ostia, è di un certo interesse condurre un riesame dell’opera, alla luce delle biografie e degli interessi degli autori, del contesto storico, metodologico e professionale nel quale hanno operato per raggiungere i risultati presentati, senza trascurare la ricaduta scientifica dei contenuti sulla collettività e sulla durata dei suoi effetti. Indagando, in un certo senso, il “dietro le quinte” dell’opera, si è scesi nel dettaglio della composizione, dell’articolazione del pensiero dei vari autori e delle relazioni che intercorrono (o dovrebbero intercorrere) tra le varie parti. Nel presente contributo si intende proporre una riflessione, seppure ancora ad uno stadio preliminare, attorno a tre temi: gli autori, i quali sembrano rappresentare al meglio le tante anime dell’archeologia in Italia tra le due guerre e l’immediato dopoguerra, in quanto soggetti appartenenti a generazioni diverse riunite attorno all’indagine della stratificazione di Ostia; la struttura dell’opera, in parte impostata da Calza e poi aggiornata dal contributo di Romanelli; i metodi di lavoro adottati da ciascun autore e la relazione che intercorre tra i loro contributi, misurati in questa sede sul caso esemplificativo della Regio III.
979-12-200-9761-1
In 1953 Topografia Generale, the first volume of the series Scavi di Ostia, was published. The volume’s authors were some of the most illustrious scholars of Roman Archaeology in Italy. The book was edited by Guido Calza, who was supported by Giovanni Becatti, Italo Gismondi, Guglielmo De Angelis D’Ossat e Herbert Bloch. Because of their different backgrounds, training and conceptions of archeological practice, these scholars brought the different views of archeology prevailing in their time to bear on the same context, thus highlighting themes and nodes that are still important in the research on Ostia. Almost 70 years after the first publication of this work – which remains foundational for the archaeological knowledge of Ostia – it is useful to provide a reevaluation in light of the authors’ biographies and interests and of the historical, methodological and professional context in which they operated, including an assessment of the nature and durability of the work’s impact on the scientific community. Investigating as it were the “behind the scenes” of the book, we stepped deep into its making and into the authors’ thinking, exploring the relations that exist, or ought to exist, among its various components. This paper presents some preliminary considerations on three main points: first, the authors, who exemplify the best of the various souls of Italian Archaeology in the period between the two world conflicts and the immediate postwar, as they were key representatives of different generations gathered around the research on Ostia’s stratification; second, the book’s structure, partially established by Calza and then updated by Romanelli; and finally the working method of each author and the relations among the various contributions, analyzed through the lens of the Regio III case study.
DI COLA, V. (2021). Rileggendo “Topografia Generale”. In Forme dell’abitare a Roma. Echi dell’antico nell’architettura del primo Novecento (pp.58-59).
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