Trasmissione, trasgressione, polifonia. Tali categorie prendono forma nella definizione dell’identità, nell’ambito della postmodernità in principio e della globalizzazione poi, come nozione filosofica, poiché da Jean-François Lyotard ai teorici del post-strutturalismo, fino alla modernità liquida di Zygmunt Bauman, numerosi studiosi si sono dedicati alla sua analisi. Il panorama letterario francese si concentra sul farsi dell’identità oggi, attraverso una polifonia tormentata nella quale, dalla storia coloniale al presente, il soggetto incontra l’Altro da sé. Gli scrittori di origine immigrata si raccontano attraverso una memoria frammentata, attraverso la ricerca di un tempo che non è solo perduto ma anche éperdu, come precisa il poeta martinichese Édouard Glissant: turbato, smarrito, sconvolto sotto l’effetto di un’emozione violenta, nel dizionario della lingua francese. Lo è la Storia, così come lo sono le coscienze. Il soggetto globalizzato non ha libero accesso ai propri riferimenti identitari e sperimenta sul proprio corpo una frattura identitaria e linguistica. È un corps d’exception (cf. Sidi Mohamed Barkat) in cui lo stato d’eccezione, che impone e autorizza di sospendere lo stato di diritto nella configurazione di un determinato potere politico, qui si applica al corpo dell’individuo che risulta oggettivato. È la figura dello straniero che, di fronte allo spettro dell’esclusione, cerca oggi un noi a cui appartenere. In questo caso, la trasgressione prende la forma di una contestazione dei riferimenti istituzionali (Ahmed Djouder), diventa ricomposizione problematica di una memoria e di un linguaggio (Tassadit Imache), in reazione alla politica d’immigrazione assimilazionista messa in pratica dalla Francia a partire dagli anni ‘50, una politica di riduzione ad una delle categorie culturali di comune e alieno. Mai totalmente sé e mai totalmente altro da sé, mai completamente comune e mai totalmente alieno, l’individuo esprime la propria identità in uno spazio di tensione con l’alterità, fra il bisogno di trasmissione e l’ineluttabile trasgressione di ogni categoria omogenea.

Algeri, V. (2018). Letteratura beur e identità: trasmissione, trasgressione, polifonia. In Il Comune e/o L’Estraneo. Per una revisione del lessico concettuale euro-americano (pp.81-96). Milano : Mimesis, coll. Soglie.

Letteratura beur e identità: trasmissione, trasgressione, polifonia

Veronic Algeri
2018

Abstract

Trasmissione, trasgressione, polifonia. Tali categorie prendono forma nella definizione dell’identità, nell’ambito della postmodernità in principio e della globalizzazione poi, come nozione filosofica, poiché da Jean-François Lyotard ai teorici del post-strutturalismo, fino alla modernità liquida di Zygmunt Bauman, numerosi studiosi si sono dedicati alla sua analisi. Il panorama letterario francese si concentra sul farsi dell’identità oggi, attraverso una polifonia tormentata nella quale, dalla storia coloniale al presente, il soggetto incontra l’Altro da sé. Gli scrittori di origine immigrata si raccontano attraverso una memoria frammentata, attraverso la ricerca di un tempo che non è solo perduto ma anche éperdu, come precisa il poeta martinichese Édouard Glissant: turbato, smarrito, sconvolto sotto l’effetto di un’emozione violenta, nel dizionario della lingua francese. Lo è la Storia, così come lo sono le coscienze. Il soggetto globalizzato non ha libero accesso ai propri riferimenti identitari e sperimenta sul proprio corpo una frattura identitaria e linguistica. È un corps d’exception (cf. Sidi Mohamed Barkat) in cui lo stato d’eccezione, che impone e autorizza di sospendere lo stato di diritto nella configurazione di un determinato potere politico, qui si applica al corpo dell’individuo che risulta oggettivato. È la figura dello straniero che, di fronte allo spettro dell’esclusione, cerca oggi un noi a cui appartenere. In questo caso, la trasgressione prende la forma di una contestazione dei riferimenti istituzionali (Ahmed Djouder), diventa ricomposizione problematica di una memoria e di un linguaggio (Tassadit Imache), in reazione alla politica d’immigrazione assimilazionista messa in pratica dalla Francia a partire dagli anni ‘50, una politica di riduzione ad una delle categorie culturali di comune e alieno. Mai totalmente sé e mai totalmente altro da sé, mai completamente comune e mai totalmente alieno, l’individuo esprime la propria identità in uno spazio di tensione con l’alterità, fra il bisogno di trasmissione e l’ineluttabile trasgressione di ogni categoria omogenea.
9788857547893
Algeri, V. (2018). Letteratura beur e identità: trasmissione, trasgressione, polifonia. In Il Comune e/o L’Estraneo. Per una revisione del lessico concettuale euro-americano (pp.81-96). Milano : Mimesis, coll. Soglie.
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