This paper explores the relationship between the lawyer’s own interest and that of their client or represented party within an integrated system of justice – namely, a system in which judicial mechanisms coexist with effective non-judicial, consent-based means for the fair resolution of disputes. After analysing the connection between the lawyer’s professional duties and the interests of the party represented, the author argues that the primacy of the client’s interest is inherently limited, as it ultimately yields to theoverarching interest of justice. This higher value functions as a fundamental interpretative and ethical compass for the legal profession – a golden canon guiding the interpretation of all legal norms, including those addressing conflicts of interest, and ensuring the lawyer’s essential impartiality and independence. Particular emphasis is placed on the relationship between the client’s interest and the use of consensual justice mechanisms. In this context, the author advances a proposal for legislative reform, articulated as follows: a) extending the requirement of prior mandatory mediation to all disputes concerning rights that the parties may freely dispose of, with failure to comply resulting in the inadmissibility of subsequent judicial proceedings;b) excluding the possibility for courts to raise such inadmissibility ex officio (on their own motion) in cases where mandatory mediation has not been attempted; c) allowing the admissibility requirement to be fulfilled through other consensual mechanisms, such as assisted negotiation, when jointly chosen by the parties. In the final section, devoted to the allocation of litigation costs, the author critiques the prevailing judicial interpretation of the relevant provi sions, arguing that it is illsuited to a justice system that seeks both to promote the consensual settlement of disputes and to fulfil the constitutional objective of ensuring the reasonable duration of proceedings.

Lo scritto analizza il rapporto tra l’interesse dell’avvocato e quello del proprio cliente e del proprio assistito in un sistema integrato di giustizia nel quale coesistano strumenti giurisdizionali e strumenti non giurisdizionali di giusta risoluzione delle controversie, fondati sul consenso delle parti. Dopo aver evidenziato il rapporto tra i doveri dell’avvocato e l’interesse dell’assistito, l’a. dimostra come il criterio dell’interesse dell’assistito non sia assoluto, trovando un limite nel superiore interesse della giustizia, valore che costituisce un canone interpretativo di tutte le norme giuridiche, ivi comprese quelle sul conflitto di interessi. Particolare attenzione viene poi dedicata al rapporto tra l’interesse del cliente e il ricorso alla giustizia consensuale, con la formulazione di una proposta di riforma così articolata: a) estensione del tentativo obbligatorio di mediazione a tutte le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili, a pena di improcedibilità del giudizio; b) non rilevabilità d’ufficio dell’improcedibilità per mancato esperimento del procedimento di mediazione obbligatoria; c) possibilità di soddisfare la condizione di procedibilità attraverso la negoziazione assistita. Nell’ultimo paragrafo, dedicato alla distrazione delle spese di lite, l’a. critica l’attuale orientamento giurisprudenziale, inadeguato ad un sistema che voglia privilegiare la composizione consensuale dei conflitti e al contempo perseguire l’obiettivo costituzionale della durata ragionevole dei processi.

Ruffini, G. (2025). Interesse del cliente e interesse dell'avvocato in un sistema integrato di giustizia. In Il rapporto avvocato-cliente per un sistema integrato di giustizia (pp.93-121). Napoli : Edoitoriale Scientifica.

Interesse del cliente e interesse dell'avvocato in un sistema integrato di giustizia

Ruffini Giuseppe
Writing – Review & Editing
2025-01-01

Abstract

This paper explores the relationship between the lawyer’s own interest and that of their client or represented party within an integrated system of justice – namely, a system in which judicial mechanisms coexist with effective non-judicial, consent-based means for the fair resolution of disputes. After analysing the connection between the lawyer’s professional duties and the interests of the party represented, the author argues that the primacy of the client’s interest is inherently limited, as it ultimately yields to theoverarching interest of justice. This higher value functions as a fundamental interpretative and ethical compass for the legal profession – a golden canon guiding the interpretation of all legal norms, including those addressing conflicts of interest, and ensuring the lawyer’s essential impartiality and independence. Particular emphasis is placed on the relationship between the client’s interest and the use of consensual justice mechanisms. In this context, the author advances a proposal for legislative reform, articulated as follows: a) extending the requirement of prior mandatory mediation to all disputes concerning rights that the parties may freely dispose of, with failure to comply resulting in the inadmissibility of subsequent judicial proceedings;b) excluding the possibility for courts to raise such inadmissibility ex officio (on their own motion) in cases where mandatory mediation has not been attempted; c) allowing the admissibility requirement to be fulfilled through other consensual mechanisms, such as assisted negotiation, when jointly chosen by the parties. In the final section, devoted to the allocation of litigation costs, the author critiques the prevailing judicial interpretation of the relevant provi sions, arguing that it is illsuited to a justice system that seeks both to promote the consensual settlement of disputes and to fulfil the constitutional objective of ensuring the reasonable duration of proceedings.
2025
979-12-235-0507-6
Lo scritto analizza il rapporto tra l’interesse dell’avvocato e quello del proprio cliente e del proprio assistito in un sistema integrato di giustizia nel quale coesistano strumenti giurisdizionali e strumenti non giurisdizionali di giusta risoluzione delle controversie, fondati sul consenso delle parti. Dopo aver evidenziato il rapporto tra i doveri dell’avvocato e l’interesse dell’assistito, l’a. dimostra come il criterio dell’interesse dell’assistito non sia assoluto, trovando un limite nel superiore interesse della giustizia, valore che costituisce un canone interpretativo di tutte le norme giuridiche, ivi comprese quelle sul conflitto di interessi. Particolare attenzione viene poi dedicata al rapporto tra l’interesse del cliente e il ricorso alla giustizia consensuale, con la formulazione di una proposta di riforma così articolata: a) estensione del tentativo obbligatorio di mediazione a tutte le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili, a pena di improcedibilità del giudizio; b) non rilevabilità d’ufficio dell’improcedibilità per mancato esperimento del procedimento di mediazione obbligatoria; c) possibilità di soddisfare la condizione di procedibilità attraverso la negoziazione assistita. Nell’ultimo paragrafo, dedicato alla distrazione delle spese di lite, l’a. critica l’attuale orientamento giurisprudenziale, inadeguato ad un sistema che voglia privilegiare la composizione consensuale dei conflitti e al contempo perseguire l’obiettivo costituzionale della durata ragionevole dei processi.
Ruffini, G. (2025). Interesse del cliente e interesse dell'avvocato in un sistema integrato di giustizia. In Il rapporto avvocato-cliente per un sistema integrato di giustizia (pp.93-121). Napoli : Edoitoriale Scientifica.
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