Il territorio della città di Roma è investito quotidianamente dalla comparsa di voragini e dissesti idrogeologici con la creazione di cedimenti del manto stradale che condizionano la quotidianità e impegnano regolarmente le risorse municipali. Questi eventi sono ormai molto frequenti e di grande impatto per la vivibilità della città. Ciò ci permette di riflettere sulla ratio alla base degli interventi di ripristino e dunque delle materie con cui vengono ripristinati questi vuoti, ma soprattutto sul ruolo che potrebbero acquisire se queste entità fossero anzitutto riconosciute come risultato di un groviglio di processi umani e non umani. Si guarda alla comprensione di questi eventi superando l’occultamento e l’obliterazione che le autorità locali cercano con fatica di inseguire. La ricerca rivela che le rotture delle superfici sigillate sono manifesto di condizioni che descrivono gli eventi che accadono al di sotto della superficie. Le rotture del manto stradale sono finestre temporali forse l’unica iscrizione probatoria del tempo profondo, tanto risultato che artefice del costante cambiamento costantemente. Le indagini condotte mostrano che il sottosuolo, con estese porzioni di terreno di riporto, è oggetto di costante dilavamento. Ciò che si concentra nel processo di rottura è “l’energia di transizione”: quel periodo di tempo, o strato geologico, in cui si accumulano e si amplificano i movimenti del suolo e le pressioni della vita urbana; l’energia si accumula e repentinamente viene rilasciata per trovare equilibrio e stabilità. La ricerca cattura queste transizioni, le iscrive e legittima, afferma i processi e movimenti che riportano in superficie delle condizioni che continuamente vengono occultate.
Maurelli, I. (2024). Paesaggi del dissesto. Esito di azioni telluriche nel territorio di Roma. In Strumenti di governo del valore dei suoli, per un progetto equo e non-estrattivo. Atti XXV Conferenza Nazionale SIU (pp.127-131). Roma : PLANUM Publisher.
Paesaggi del dissesto. Esito di azioni telluriche nel territorio di Roma
Ilaria Maurelli
2024-01-01
Abstract
Il territorio della città di Roma è investito quotidianamente dalla comparsa di voragini e dissesti idrogeologici con la creazione di cedimenti del manto stradale che condizionano la quotidianità e impegnano regolarmente le risorse municipali. Questi eventi sono ormai molto frequenti e di grande impatto per la vivibilità della città. Ciò ci permette di riflettere sulla ratio alla base degli interventi di ripristino e dunque delle materie con cui vengono ripristinati questi vuoti, ma soprattutto sul ruolo che potrebbero acquisire se queste entità fossero anzitutto riconosciute come risultato di un groviglio di processi umani e non umani. Si guarda alla comprensione di questi eventi superando l’occultamento e l’obliterazione che le autorità locali cercano con fatica di inseguire. La ricerca rivela che le rotture delle superfici sigillate sono manifesto di condizioni che descrivono gli eventi che accadono al di sotto della superficie. Le rotture del manto stradale sono finestre temporali forse l’unica iscrizione probatoria del tempo profondo, tanto risultato che artefice del costante cambiamento costantemente. Le indagini condotte mostrano che il sottosuolo, con estese porzioni di terreno di riporto, è oggetto di costante dilavamento. Ciò che si concentra nel processo di rottura è “l’energia di transizione”: quel periodo di tempo, o strato geologico, in cui si accumulano e si amplificano i movimenti del suolo e le pressioni della vita urbana; l’energia si accumula e repentinamente viene rilasciata per trovare equilibrio e stabilità. La ricerca cattura queste transizioni, le iscrive e legittima, afferma i processi e movimenti che riportano in superficie delle condizioni che continuamente vengono occultate.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


