The article examines Carlo Emilio Gadda’s La cognizione del dolore through its sonic and medial dimension, relating the novel’s temporal and stylistic structures to the experience of radio as a medium of flow. By considering the radio adaptation of the work and engaging with Auerbach’s theory of realism, twentieth-century reflections on voice, and Gadda’s own Norme per la redazione di un testo radiofonico, the study shows how antinarrativity, fragmentation and repetition are transformed into acoustic figures. Suspended verbal tenses, rhythmic modulation, the montage of heterogeneous materials and the centrality of the voice are interpreted as effects of an “acoustic page” shaped by the new perceptual regime introduced by radio and by secondary orality. The essay thus argues that Gadda’s prose, while remaining fully literary, adopts radio flow as a formal and cognitive paradigm, making radio not merely a theme but a structural matrix of his modernist poetics.

L’articolo analizza La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda a partire dalla sua dimensione sonora e mediale, mettendo in relazione la struttura temporale e stilistica del romanzo con l’esperienza della radio come medium del flusso. Attraverso l’ascolto della versione radiofonica dell’opera e il confronto con la teoria del realismo di Auerbach, con la riflessione novecentesca sulla voce e con le Norme per la redazione di un testo radiofonico dello stesso Gadda, il saggio mostra come la prosa gaddiana trasformi l’antinarratività, la frammentarietà e la reiterazione in figure acustiche. Il tempo verbale sospeso, la modulazione ritmica della frase, il montaggio di materiali eterogenei e la centralità della voce vengono interpretati come effetti di una “pagina acustica” modellata dal nuovo regime percettivo inaugurato dalla radio e dall’oralità secondaria. Ne emerge l’idea di una scrittura che, pur restando letteraria, assume il flusso radiofonico come paradigma formale e cognitivo, facendo della radio non un semplice tema, ma una vera e propria matrice strutturale della modernità gaddiana.

Episcopo, G. (2025). Il flusso del racconto oltre i margini della pagina: Gadda e il graticcio del radioapparecchio. STUDIUM, 1, 218-239.

Il flusso del racconto oltre i margini della pagina: Gadda e il graticcio del radioapparecchio

giuseppe episcopo
2025-01-01

Abstract

The article examines Carlo Emilio Gadda’s La cognizione del dolore through its sonic and medial dimension, relating the novel’s temporal and stylistic structures to the experience of radio as a medium of flow. By considering the radio adaptation of the work and engaging with Auerbach’s theory of realism, twentieth-century reflections on voice, and Gadda’s own Norme per la redazione di un testo radiofonico, the study shows how antinarrativity, fragmentation and repetition are transformed into acoustic figures. Suspended verbal tenses, rhythmic modulation, the montage of heterogeneous materials and the centrality of the voice are interpreted as effects of an “acoustic page” shaped by the new perceptual regime introduced by radio and by secondary orality. The essay thus argues that Gadda’s prose, while remaining fully literary, adopts radio flow as a formal and cognitive paradigm, making radio not merely a theme but a structural matrix of his modernist poetics.
2025
L’articolo analizza La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda a partire dalla sua dimensione sonora e mediale, mettendo in relazione la struttura temporale e stilistica del romanzo con l’esperienza della radio come medium del flusso. Attraverso l’ascolto della versione radiofonica dell’opera e il confronto con la teoria del realismo di Auerbach, con la riflessione novecentesca sulla voce e con le Norme per la redazione di un testo radiofonico dello stesso Gadda, il saggio mostra come la prosa gaddiana trasformi l’antinarratività, la frammentarietà e la reiterazione in figure acustiche. Il tempo verbale sospeso, la modulazione ritmica della frase, il montaggio di materiali eterogenei e la centralità della voce vengono interpretati come effetti di una “pagina acustica” modellata dal nuovo regime percettivo inaugurato dalla radio e dall’oralità secondaria. Ne emerge l’idea di una scrittura che, pur restando letteraria, assume il flusso radiofonico come paradigma formale e cognitivo, facendo della radio non un semplice tema, ma una vera e propria matrice strutturale della modernità gaddiana.
Episcopo, G. (2025). Il flusso del racconto oltre i margini della pagina: Gadda e il graticcio del radioapparecchio. STUDIUM, 1, 218-239.
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