Il modo in cui sono state pianificate molte città, specie nel bacino mediterraneo, influenza gli effetti del cambiamento climatico. Tra i fenomeni più emergenti ed emergenziali c’è quello delle isole di calore urbano generato dall’iper- presenza di spazi sigillati e minerali che intrappolano il calore surriscaldando superfici e atmosfera. Gli esiti, oltre ad aspetti più propriamente legati a un diffuso discomfort, incidono sul peso energetico e quindi economico e su sempre più evidenti problemi di salute pubblica e di disuguaglianza sociale. In città come Roma, caso studio di questo contributo, lo spazio pubblico è connotato dalla sovrabbondante presenza dell’asfalto e dell’automobile; nelle stagioni calde, questi spazi diventano invivibili, soprattutto per chi non dispone di mezzi climatizzati o di ambienti artificialmente freschi in cui rifugiarsi. La storia di Roma, tuttavia, conserva segni del passato e infrastrutture ancora funzionanti legate proprio al comfort diffuso, pubblico e accessibile (dalle terme dell’antica Roma sino alla fitta rete dei “nasoni” pubblici). Su questa idea di comfort collettivo e pubblico, si basano alcuni esperimenti di design spaziale portati avanti in progetti didattici e percorsi di ricerca che esplorano possibili riconfigurazioni dello spazio pubblico per generare punti di ristoro climatico. In queste riconfigurazioni vengono sperimentate e realizzate installazioni temporanee che non si limitano a “generare fresco”, ma anche occasioni di convivialità. Attraverso il racconto di alcune di queste installazioni, il contributo esplora l’idea di come lo spazio pubblico possa accogliere e coniugare esigenze di mitigazione e accessibilità al comfort urbano, proponendo pratiche e generando occasioni nuove di progetto spaziale.
D'Angelo, F., Maurelli, I. (2026). Frigidarium Urbano. Infrastrutture effimere e sperimentali per un comfort della convivialità. In Publicness come fruibilità di spazi pubblici e servizi della vita collettiva (pp.246-253). Roma-Milano : Planum Publisher.
Frigidarium Urbano. Infrastrutture effimere e sperimentali per un comfort della convivialità
Fabrizio D'Angelo
;Ilaria Maurelli
2026-01-01
Abstract
Il modo in cui sono state pianificate molte città, specie nel bacino mediterraneo, influenza gli effetti del cambiamento climatico. Tra i fenomeni più emergenti ed emergenziali c’è quello delle isole di calore urbano generato dall’iper- presenza di spazi sigillati e minerali che intrappolano il calore surriscaldando superfici e atmosfera. Gli esiti, oltre ad aspetti più propriamente legati a un diffuso discomfort, incidono sul peso energetico e quindi economico e su sempre più evidenti problemi di salute pubblica e di disuguaglianza sociale. In città come Roma, caso studio di questo contributo, lo spazio pubblico è connotato dalla sovrabbondante presenza dell’asfalto e dell’automobile; nelle stagioni calde, questi spazi diventano invivibili, soprattutto per chi non dispone di mezzi climatizzati o di ambienti artificialmente freschi in cui rifugiarsi. La storia di Roma, tuttavia, conserva segni del passato e infrastrutture ancora funzionanti legate proprio al comfort diffuso, pubblico e accessibile (dalle terme dell’antica Roma sino alla fitta rete dei “nasoni” pubblici). Su questa idea di comfort collettivo e pubblico, si basano alcuni esperimenti di design spaziale portati avanti in progetti didattici e percorsi di ricerca che esplorano possibili riconfigurazioni dello spazio pubblico per generare punti di ristoro climatico. In queste riconfigurazioni vengono sperimentate e realizzate installazioni temporanee che non si limitano a “generare fresco”, ma anche occasioni di convivialità. Attraverso il racconto di alcune di queste installazioni, il contributo esplora l’idea di come lo spazio pubblico possa accogliere e coniugare esigenze di mitigazione e accessibilità al comfort urbano, proponendo pratiche e generando occasioni nuove di progetto spaziale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


