Il contributo presenta uno studio quasi-sperimentale a metodi misti sull’impiego del Circle Singing presso l’Università Roma Tre (Pantano & Rizzo, 2025). L’articolo colloca la pratica entro una cornice fondata sull’embodied cognition e sulla 4E cognition, interpretando l’apprendimento come processo incarnato, situato, relazionale e performativo (Varela et al., 1991). In dialogo con l’analisi intermediale e la dimensione affettiva dell’intermedialità (Hansen-Löve, 1983; Petho, 2026), il Circle Singing viene letto come dispositivo didattico in cui corpo, ambiente e relazione concorrono alla costruzione dei processi di apprendimento. Lo studio ha coinvolto 188 studenti, suddivisi in gruppo sperimentale (n = 104) e gruppo di controllo (n = 84), per verificare se la pratica vocale collettiva possa favorire perce-zione uditiva, pronuncia inglese e benessere socio-relazionale. I dati quantitativi sono stati raccolti me-diante pre- e post-test con Mini-PROMS e SpeechAce (Law & Zentner, 2012; Nguyen et al., 2025); questionari e focus group hanno indagato le ricadute soggettive dell’intervento. Le analisi hanno mostrato miglioramenti significativamente più marcati nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di con-trollo sia nella percezione uditiva, Mini-PROMS: F(1,186) = 202.084, p < .001, η²p = .521, sia nell’accuratezza della pronuncia inglese, SpeechAce: F(1,186) = 119.872, p < .001, η²p = .392.
Pantano, G., Rizzo, A. (2026). Circle Singing e apprendimento embodied: percezione uditiva, lingua inglese e relazione nella didattica inclusiva. JOURNAL OF INCLUSIVE METHODOLOGY AND TECHNOLOGY IN LEARNING AND TEACHING, 6(2), 1-9.
Circle Singing e apprendimento embodied: percezione uditiva, lingua inglese e relazione nella didattica inclusiva
Pantano, G
;Rizzo, A
2026-01-01
Abstract
Il contributo presenta uno studio quasi-sperimentale a metodi misti sull’impiego del Circle Singing presso l’Università Roma Tre (Pantano & Rizzo, 2025). L’articolo colloca la pratica entro una cornice fondata sull’embodied cognition e sulla 4E cognition, interpretando l’apprendimento come processo incarnato, situato, relazionale e performativo (Varela et al., 1991). In dialogo con l’analisi intermediale e la dimensione affettiva dell’intermedialità (Hansen-Löve, 1983; Petho, 2026), il Circle Singing viene letto come dispositivo didattico in cui corpo, ambiente e relazione concorrono alla costruzione dei processi di apprendimento. Lo studio ha coinvolto 188 studenti, suddivisi in gruppo sperimentale (n = 104) e gruppo di controllo (n = 84), per verificare se la pratica vocale collettiva possa favorire perce-zione uditiva, pronuncia inglese e benessere socio-relazionale. I dati quantitativi sono stati raccolti me-diante pre- e post-test con Mini-PROMS e SpeechAce (Law & Zentner, 2012; Nguyen et al., 2025); questionari e focus group hanno indagato le ricadute soggettive dell’intervento. Le analisi hanno mostrato miglioramenti significativamente più marcati nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di con-trollo sia nella percezione uditiva, Mini-PROMS: F(1,186) = 202.084, p < .001, η²p = .521, sia nell’accuratezza della pronuncia inglese, SpeechAce: F(1,186) = 119.872, p < .001, η²p = .392.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


