Il contributo esplora il ruolo della formazione artistico-coreutica nella costruzione della professionalità docente, con particolare attenzione alla corporeità, alla comunicazione non verbale, all’uso pedagogico dello spazio e alla dimensione inclusiva della relazione educativa. Muovendo dalla prospettiva dell’Embodied Cognition e dal valore formativo delle pratiche performative, lo studio considera il corpo dell’insegnante come mediatore cognitivo, emotivo e relazionale. La ricerca complessiva, di carattere esplorativo e ancora in corso, coinvolge 140 docenti abilitati presso l’Accademia Nazionale di Danza e integra il questionario ad hoc, la Scala sull’Auto Efficacia del docente (SAED) e i focus group. Il presente contributo restituisce esclusivamente i risultati descrittivi preliminari della prima fase dell’indagine, relativi al questionario ad hoc. I dati raccolti evidenziano che i partecipanti attribuiscono all’esperienza artistica un rilevante valore per l’insegnamento e riconoscono nelle pratiche performative, nel corpo, nel gesto, nella voce, nel movimento e nell’uso dello spazio possibili risorse per l’apprendimento e l’inclusione. Tali risultati descrivono le percezioni dichiarate dal campione e non costituiscono una verifica diretta dell’efficacia delle pratiche performative. Le successive fasi della ricerca, attraverso l’analisi dei dati SAED e la realizzazione dei focus group, consentiranno di approfondire il rapporto tra vissuto artistico, corporeità, autoefficacia e rappresentazioni della professionalità docente.
Visceglia, D., Rizzo, A. (2026). Metodologie performative e processi embodied nella formazione dei docenti. JOURNAL OF INCLUSIVE METHODOLOGY AND TECHNOLOGY IN LEARNING AND TEACHING, 6(2), 1-9.
Metodologie performative e processi embodied nella formazione dei docenti
Visceglia, D;Rizzo, A
2026-01-01
Abstract
Il contributo esplora il ruolo della formazione artistico-coreutica nella costruzione della professionalità docente, con particolare attenzione alla corporeità, alla comunicazione non verbale, all’uso pedagogico dello spazio e alla dimensione inclusiva della relazione educativa. Muovendo dalla prospettiva dell’Embodied Cognition e dal valore formativo delle pratiche performative, lo studio considera il corpo dell’insegnante come mediatore cognitivo, emotivo e relazionale. La ricerca complessiva, di carattere esplorativo e ancora in corso, coinvolge 140 docenti abilitati presso l’Accademia Nazionale di Danza e integra il questionario ad hoc, la Scala sull’Auto Efficacia del docente (SAED) e i focus group. Il presente contributo restituisce esclusivamente i risultati descrittivi preliminari della prima fase dell’indagine, relativi al questionario ad hoc. I dati raccolti evidenziano che i partecipanti attribuiscono all’esperienza artistica un rilevante valore per l’insegnamento e riconoscono nelle pratiche performative, nel corpo, nel gesto, nella voce, nel movimento e nell’uso dello spazio possibili risorse per l’apprendimento e l’inclusione. Tali risultati descrivono le percezioni dichiarate dal campione e non costituiscono una verifica diretta dell’efficacia delle pratiche performative. Le successive fasi della ricerca, attraverso l’analisi dei dati SAED e la realizzazione dei focus group, consentiranno di approfondire il rapporto tra vissuto artistico, corporeità, autoefficacia e rappresentazioni della professionalità docente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


