Il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria ha rappresentato dal 1998 un luogo di continua sperimentazione di pratiche formative innovative, a partire dall’intuizione di operare una stretta collaborazione tra università e scuola centrata sulla pratica del tirocinio mediata da figure dedicate (supervisori/tutor) (Dalle Fratte, 1998; Guerra, Lodini, 1999; Michelutti, 2001; Contini, Lodini, 2006). Si è venuta così a concretizzare quella convergenza auspicata da Baldacci (2013; 2015) tra sapere, saper fare e saper pensare quali dimensioni fattive della competenza professionale dell’insegnante. Si tratta di un traguardo sempre da conquistare per chi si avvia a divenire insegnante, che va co-costruito/perseguito con chi la scuola la vive quotidianamente se si vuole evitare il rischio di dare vita a forme di resistenza al cambiamento o a pratiche acritiche che oscillano tra l’adesione a mode del momento e la cristallizzazione derivante dalla sola esperienza sul campo. Il tutto a partire da un lavoro centrato sulla crescente competenza di autoriflessività dei futuri insegnanti che deve muoversi in una duplice direzione: esterno vs interno, mediante un lavoro sulle rappresentazioni estrinseche della figura del ruolo e delle funzioni del docente (Bocci, 2012); interno vs esterno, mediante una focalizzazione critica sulle motivazioni intrinseche di cui il tirocinante è portatore. È quanto si sta cercando di realizzare nel Tirocinio del C.d.L in SFP di Roma Tre, in modo particolare con gli studenti del II. Nell’ambito del convegno sarà illustrata l’articolazione del percorso qui essenzializzata e i dati acquisiti. 1. Incontro plenario: i tirocinanti riflettono sulla figura dell’insegnante mediante la visione di sequenze filmiche (Bocci, 2002). 2. Compilazione di un/a: a) questionario sulle loro percezioni in merito alla figura, al ruolo e alle funzioni del/lla maestro/a; b) scheda sulla loro Storia Personale, in cui: I) riportano i vissuti positivi e negativi rispetto alla loro esperienza di studenti; II) esplicitano le motivazioni inerenti la scelta del mestiere magistrale; III) elaborano elementi previsionali rispetto alla professione intrapresa; IV) descrivono le caratteristiche salienti che qualificano l’insegnante; V) compiono un’autoanalisi evidenziando punti di forza/elementi di criticità percepiti nel loro sé insegnante 3. Visione (in gruppi) di un documentario sulla scuola. 4. Re-visione del documentario e attivazione dell’autoriflessione per mezzo della Video Annotazione (VideoAnt) (Hosack, 2010; Calvani & al., 2011). 5. Confronto tra pari sulle Video Annotazioni. 6. Incontro con esperti sui temi emergenti della scuola (es. Legge 107/2015). 7. Incontro con maestre/i che offrono le loro autobiografie e con alcuni bambini che parlano del loro essere allievi oggi, per far emergere l’interazione dinamica tra rappresentazioni estrinseche, vissuti dei docenti e vissuti personali. 8. Incontro conclusivo di restituzione e confronto.

Bocci, F., Bonavolonta', G., Cantatore, L., Monaco, S., Mori, A., Petrera, S., et al. (2016). Rappresentazioni estrinseche e motivazioni intrinseche. Il tirocinio del II anno di SFP come luogo di riflessività per la costruzione del ruolo docente. In La professionalità degli insegnanti. La ricerca e le pratiche (pp.39-40). lecce : Pensa Multimedia.

Rappresentazioni estrinseche e motivazioni intrinseche. Il tirocinio del II anno di SFP come luogo di riflessività per la costruzione del ruolo docente

BOCCI, FABIO;BONAVOLONTA', GIANMARCO;CANTATORE, LORENZO;MONACO, SANDRA;Mori, Amelia;PETRERA, STEFANIA;TIBERI, FABIANA
2016-01-01

Abstract

Il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria ha rappresentato dal 1998 un luogo di continua sperimentazione di pratiche formative innovative, a partire dall’intuizione di operare una stretta collaborazione tra università e scuola centrata sulla pratica del tirocinio mediata da figure dedicate (supervisori/tutor) (Dalle Fratte, 1998; Guerra, Lodini, 1999; Michelutti, 2001; Contini, Lodini, 2006). Si è venuta così a concretizzare quella convergenza auspicata da Baldacci (2013; 2015) tra sapere, saper fare e saper pensare quali dimensioni fattive della competenza professionale dell’insegnante. Si tratta di un traguardo sempre da conquistare per chi si avvia a divenire insegnante, che va co-costruito/perseguito con chi la scuola la vive quotidianamente se si vuole evitare il rischio di dare vita a forme di resistenza al cambiamento o a pratiche acritiche che oscillano tra l’adesione a mode del momento e la cristallizzazione derivante dalla sola esperienza sul campo. Il tutto a partire da un lavoro centrato sulla crescente competenza di autoriflessività dei futuri insegnanti che deve muoversi in una duplice direzione: esterno vs interno, mediante un lavoro sulle rappresentazioni estrinseche della figura del ruolo e delle funzioni del docente (Bocci, 2012); interno vs esterno, mediante una focalizzazione critica sulle motivazioni intrinseche di cui il tirocinante è portatore. È quanto si sta cercando di realizzare nel Tirocinio del C.d.L in SFP di Roma Tre, in modo particolare con gli studenti del II. Nell’ambito del convegno sarà illustrata l’articolazione del percorso qui essenzializzata e i dati acquisiti. 1. Incontro plenario: i tirocinanti riflettono sulla figura dell’insegnante mediante la visione di sequenze filmiche (Bocci, 2002). 2. Compilazione di un/a: a) questionario sulle loro percezioni in merito alla figura, al ruolo e alle funzioni del/lla maestro/a; b) scheda sulla loro Storia Personale, in cui: I) riportano i vissuti positivi e negativi rispetto alla loro esperienza di studenti; II) esplicitano le motivazioni inerenti la scelta del mestiere magistrale; III) elaborano elementi previsionali rispetto alla professione intrapresa; IV) descrivono le caratteristiche salienti che qualificano l’insegnante; V) compiono un’autoanalisi evidenziando punti di forza/elementi di criticità percepiti nel loro sé insegnante 3. Visione (in gruppi) di un documentario sulla scuola. 4. Re-visione del documentario e attivazione dell’autoriflessione per mezzo della Video Annotazione (VideoAnt) (Hosack, 2010; Calvani & al., 2011). 5. Confronto tra pari sulle Video Annotazioni. 6. Incontro con esperti sui temi emergenti della scuola (es. Legge 107/2015). 7. Incontro con maestre/i che offrono le loro autobiografie e con alcuni bambini che parlano del loro essere allievi oggi, per far emergere l’interazione dinamica tra rappresentazioni estrinseche, vissuti dei docenti e vissuti personali. 8. Incontro conclusivo di restituzione e confronto.
978-88-6760-380-0
Bocci, F., Bonavolonta', G., Cantatore, L., Monaco, S., Mori, A., Petrera, S., et al. (2016). Rappresentazioni estrinseche e motivazioni intrinseche. Il tirocinio del II anno di SFP come luogo di riflessività per la costruzione del ruolo docente. In La professionalità degli insegnanti. La ricerca e le pratiche (pp.39-40). lecce : Pensa Multimedia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/299170
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